Care colleghe, cari colleghi, componenti del Consiglio Nazionale,
riprendiamo oggi il nostro cammino dopo l’emozionante celebrazione del nostro
XIII Congresso Nazionale e la fiducia che avete voluto rinnovarmi.
Non considero questa rielezione come un premio alla carriera, ma come un
mandato di maggiore impegno e determinazione.
Dopo il Congresso abbiamo acquisito una visione chiara: l’istruzione non è un
accessorio del Paese, è il motore. E noi, come SNALS-Confsal, siamo i garanti
del corretto funzionamento di quel motore.
Il contratto come punto di partenza
Abbiamo firmato la parte economica del CCNL 2025-2027.
È un risultato che ci dà ragione, abbiamo ottenuto aumenti in tempi rapidi e
certi, pur non del tutto soddisfacenti.
Voglio essere chiara con il Consiglio: questo è solo l’inizio.
Gli aumenti erano dovuti, ora la nostra battaglia è concentrata sulla parte
normativa, abbiamo già avuto i primi due incontri all’ARAN nel mese di maggio.
Vogliamo un rafforzamento del welfare: chiediamo di risolvere problematiche
serie tra cui, formazione e valorizzazione professionale del personale, fondi
sanitari integrativi, tutele per i fuori sede, lavoro agile, buoni pasto, e non per
ultimo che la burocrazia smetta di soffocare la didattica.
Non tollereremo più che i lavoratori del nostro comparto siano considerati
impiegati di ‘serie B’. Per colmare il gap retributivo vogliamo l’adeguamento dei
loro stipendi con quelli della Pubblica Amministrazione.
Deve essere un contratto di qualità, che dia a tutto il personale del Comparto il
riconoscimento sociale ed economico che merita.
Le emergenze: perdita del prestigio sociale di Docenti e ATA,
precariato e sicurezza
Investire nell’istruzione a tutti i livelli e nella ricerca, significa investire nel
futuro del lavoro.
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Per questo è indispensabile una visione di lungo periodo. Serve:
− rafforzare il sistema educativo come infrastruttura strategica del Paese;
− sostenere la formazione continua dei lavoratori;
− costruire un ponte solido tra istruzione e mondo produttivo;
− promuovere politiche attive del lavoro efficaci e inclusive.
Per quanto riguarda gli organici, lo SNALS-Confsal ha ribadito, e continuerà a
farlo in ogni sede, che serve da subito la stabilizzazione a tempo indeterminato
dei docenti e del personale ATA.
Senza il personale ATA le scuole chiudono, servono assunzioni stabili, non
deroghe temporanee.
Il lavoro amministrativo deve essere valorizzato, non solo a parole, ma
mediante il giusto riconoscimento dei profili professionali.
Il precariato dei docenti è una piaga che offende la dignità dei lavoratori e
penalizza la continuità didattica. Il sistema dei concorsi deve essere snello,
costante e rispettoso dell’esperienza maturata sul campo.
Noi continueremo a batterci per un piano nazionale pluriennale di
stabilizzazione.
Il lavoro nella scuola e nella ricerca è troppo spesso segnato da precarietà, da
carichi crescenti, da un riconoscimento economico e professionale non
adeguato alla responsabilità sociale che esso comporta. È necessario un
cambio di passo.
Occorre:
− dare stabilità al lavoro, riducendo strutturalmente il precariato;
− valorizzare le carriere, riconoscendo merito e competenze a docenti di ogni
ordine e grado;
− investire con continuità nelle risorse, come indicato anche dalle linee
strategiche europee e dagli indirizzi del Ministero dell’Istruzione e del
Merito;
− rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva come leva di equità e
sviluppo.
Le cronache recenti ci dicono che docenti, dirigenti e personale ATA sono
spesso soli davanti alle aggressioni durante il servizio. Come sindacato
chiediamo che lo Stato faccia la sua parte, assicurando tutela legale gratuita e
sanzioni severe per chi attacca l’istituzione scolastica.
La sicurezza è un investimento che tutela la vita e richiede una cultura
condivisa tra dirigenti, docenti, tecnici, personale ATA, famiglie e studenti. Solo
un ambiente sicuro garantisce produttività, innovazione e inclusione.
La visione strategica: il 50° Anniversario
Quest’anno abbiamo celebrato i nostri 50 anni di storia, mezzo secolo di
autonomia.
In un mondo sindacale che spesso si piega alle logiche della politica, noi
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restiamo l’unico sindacato che risponde esclusivamente ai propri iscritti.
Dobbiamo essere orgogliosi della nostra identità e della nostra libertà.
Il nostro obiettivo primario, confermato dal Congresso, è delineare una
strategia capace di restituire alla scuola e a tutti gli altri settori del Comparto
un ruolo propulsivo nello sviluppo del Paese, pur in uno scenario storico
tormentato da tensioni geopolitiche, conflitti, incertezze per il futuro.
Serve dare fiducia, ma la fiducia non si genera da sola, nasce dalla coerenza,
nasce dalla credibilità, nasce dalla capacità di esserci ogni giorno, accanto al
personale.
È ciò che il sindacato continua a fare nei luoghi di lavoro, nelle vertenze, nei
territori, nelle difficoltà quotidiane delle famiglie e dei lavoratori. Allora il
messaggio che oggi vogliamo condividere è chiaro: per creare una nuova
alleanza sociale fondata sul lavoro, sulla conoscenza, sulla solidarietà e sulla
partecipazione, serve una fiducia che:
− non escluda nessuno e che unisca generazioni diverse;
− restituisca dignità ai giovani e sicurezza agli anziani.
Il Sindacato come sentinella sociale
Colleghi, non possiamo chiuderci nel perimetro dei nostri uffici. Il sindacato è
un corpo vivo nella società e non può ignorare le ferite che la stanno
lacerando.
Il sindacato deve continuare a essere presidio di tutela, ma anche protagonista
del cambiamento. Non solo difesa dei diritti acquisiti, ma costruzione di nuovi
diritti.
Chiederemo indennità specifiche per chi lavora in aree a rischio e zone
disagiate. Lo Stato deve premiare chi sceglie di insegnare dove è più difficile.
Accenno ad alcuni temi particolarmente attuali.
La povertà educativa e i divari territoriali
L’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale stanno cambiando
profondamente il mondo del lavoro. Non possiamo subirle: dobbiamo
governarle. Questo significa costruire regole, tutele, percorsi formativi
adeguati. Significa, soprattutto, mettere al centro la persona.
La scuola ha qui una missione decisiva: accompagnare le nuove generazioni a
comprendere e utilizzare le tecnologie in modo consapevole, critico e
responsabile. Non basta insegnare strumenti: bisogna formare coscienze.
Mentre si parla di innovazione digitale, migliaia di ragazzi abbandonano gli
studi perché la scuola non riesce più a essere quell’ascensore sociale che era
un tempo.
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Dobbiamo essere capaci di interpretare i bisogni emergenti dei giovani che
chiedono opportunità, delle donne che rivendicano piena parità, dei lavoratori
maturi che chiedono valorizzazione, di chi vive condizioni di fragilità e chiede
inclusione. Essere SNALS, oggi, significa affrontare queste grandi criticità
sociali.
Non possiamo più permetterci di perdere capitale umano perché il Paese si
impoverisce!
Il disagio giovanile e la crisi dell’autorità
Siamo testimoni di un’esplosione di malessere psicologico tra gli studenti e di
una perdita di riconoscimento sociale per tutto il personale.
La violenza nelle scuole è il sintomo di una società che ha smarrito il senso del
limite ed è disgregata, è anche lo specchio della dipendenza digitale dei giovani
e della deriva dei social, diventati spazi di odio e aggressività.
Non basta invocare il ‘voto in condotta’. Il problema va ricercato a monte.
Serve una vera alleanza educativa tra scuola, famiglia e territorio, basata su
un rapporto di fiducia verso l’istituzione scolastica, alla quale riconoscere
autorevolezza e rispetto, con un obiettivo comune: il bene dei ragazzi.
Nella prossima tornata contrattuale ci faremo portavoce del disagio del
personale e chiederemo una forma specifica di welfare dedicata alla sicurezza e
al burnout. È necessario creare anche in ogni istituto sportelli di ascolto
psicologico per intercettare i segnali di maggior disagio o d’allarme e
promuovere una formazione che aiuti i docenti a gestire queste nuove
complessità, senza però trasformarli in assistenti sociali a tempo pieno.
La dignità del docente passa per il recupero del suo ruolo di autorità culturale.
La questione salariale come emergenza democratica
In un’epoca di inflazione che erode il potere d’acquisto e di affitti insostenibili
nelle grandi città, lo stipendio di un insegnante o di un amministrativo è
diventato un problema di sopravvivenza dignitosa.
Quando un docente non può permettersi di vivere nella città dove insegna, non
si tratta solo di un problema contrattuale, è un fallimento sociale. Noi
continueremo a lottare per salari che non siano solo ‘di sussistenza’, ma che
restituiscano decoro e dignità professionale a chi forma le future classi
dirigenti.
Università, Ricerca e AFAM: l’eccellenza non si svende
Il nostro sguardo deve abbracciare l’intero sistema della conoscenza, Scuola,
Università, Ricerca e AFAM.
La nostra attività sindacale si concentrerà sulla piena equiparazione del
personale AFAM a quello universitario, non solo nei titoli, ma nel trattamento
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economico e normativo.
Negli atenei, la nostra battaglia è contro la frammentazione dei contratti e
l’abuso del precariato accademico.
Chiediamo percorsi certi e trasparenti. Non possiamo permettere che i nostri
migliori cervelli siano costretti a fuggire all’estero perché l’Italia offre loro solo
borse di studio e collaborazioni senza tutele.
L’attività sindacale dello SNALS sarà rivolta con forza alla valorizzazione delle
elevate professionalità del Personale Tecnico Amministrativo, indispensabili per
la gestione di Atenei sempre più complessi e digitalizzati.
Gli Enti Pubblici di Ricerca sono la spina dorsale dello sviluppo tecnologico e
sociale.
Ci opporremo a ogni tentativo di piegare la ricerca pubblica a logiche
puramente commerciali o di breve periodo.
Ricercare non è un hobby, è un lavoro ad alto valore aggiunto che va retribuito
adeguatamente.
La nostra missione per il comparto
L’attività sindacale nei prossimi mesi ci vedrà presenti ad ogni tavolo
ministeriale per garantire che la specificità di questi settori venga preservata.
Non vogliamo un ‘megacontratto’ che appiattisca tutto, ma un sistema che
riconosca le diverse identità professionali all’interno di un unico, grande
progetto di rilancio della cultura nazionale. Una vera svolta nelle politiche
dell’istruzione può realizzarsi soltanto se Scuola, Università, Ricerca e Afam
diventeranno centrali nell’agenda legislativa.
Continueremo, pertanto, a chiedere con determinazione, in tutte le sedi, fondi
strutturali, investimenti veri e una visione complessiva del Comparto Istruzione
e Ricerca.
Il valore del territorio: Segreterie Regionali e Provinciali
Tutto ciò, cari colleghi, non sarebbe possibile senza le nostre Segreterie
Regionali e Provinciali.
Spesso i riflettori si accendono sui tavoli ministeriali, ma la vera battaglia,
quella quotidiana, si combatte nelle vostre sedi, negli Uffici Scolastici Regionali
e negli Ambiti Territoriali.
Alle Segreterie Regionali chiedo di essere il nostro avamposto politico. Il vostro
ruolo di coordinamento e di interlocuzione con i presidenti di Regione e i
direttori generali degli USR è diventato vitale. Siete voi che dovete
armonizzare le forze e garantire che i diritti dei lavoratori siano uniformi da
Nord a Sud. Sono grata per il vostro prezioso lavoro.
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Alle Segreterie Provinciali va il mio ringraziamento per essere il volto dello
SNALS-Confsal. Siete quelli che accogliete i colleghi dando risposte ai loro
problemi. L’attività sindacale non è fatta solo di grandi strategie ma assicura al
lavoratore anche protezione fisica e morale.
Non siete la periferia del sindacato, siete il cuore dello SNALS-Confsal.
Senza il vostro radicamento provinciale, la nostra voce a Roma sarebbe solo un
sussurro; grazie a voi, è un grido che il Ministero non può ignorare.
Un pensiero speciale e un impegno deciso voglio dedicarli ai nostri pensionati.
Per lo SNALS, chi lascia il servizio attivo non smette di essere un pilastro
dell’organizzazione. Anzi, i nostri iscritti in pensione sono la memoria storica
che dà profondità alle nostre battaglie e, molto spesso, sono proprio loro a
garantire la continuità operativa nelle nostre sedi provinciali con una
generosità encomiabile.
Tuttavia, non possiamo ignorare le difficoltà che molti di loro stanno vivendo.
Essere un sindacato che mette al centro la persona significa denunciare con
forza due grandi ingiustizie.
Non è accettabile che le pensioni vengano utilizzate come un bancomat dallo
Stato. Chiediamo con forza, insieme alla Confsal, un meccanismo di
perequazione pieno e reale. Non si può rispondere all’inflazione con
riconoscimenti irrilevanti: chi ha lavorato una vita nella scuola, nell’università o
nella ricerca ha diritto a una vecchiaia dignitosa, non a una pensione che perde
valore ogni mese.
Molti nostri iscritti si scontrano con un sistema sanitario nazionale in affanno.
L’attività sindacale dello Snals-Confsal si sta muovendo per potenziare le
convenzioni e i servizi di assistenza dedicati ai pensionati, affinché il sindacato
sia per loro una ‘famiglia di protezione’ che li aiuti a orientarsi tra pratiche
burocratiche e bisogni assistenziali.
Ai nostri pensionati presenti oggi e a quelli che ci seguono dai territori dico: lo
Snals-Confsal non vi dimentica. La vostra esperienza è un patrimonio che
vogliamo trasmettere ai giovani che entrano oggi nel sindacato. Siete il ponte
tra la storia gloriosa dei nostri 50 anni e le sfide che ci aspettano domani.
Il legame con la Confsal: la nostra forza confederale
In questo percorso non siamo soli. La nostra forza è moltiplicata
dall’appartenenza alla Confsal.
Essere parte integrante della nostra Confederazione, significa portare la voce
della Scuola, dell’Università, dell’Afam e della Ricerca dentro una visione più
ampia del mondo del lavoro. Insieme al Segretario generale, Angelo Raffaele
Margiotta, stiamo portando avanti una battaglia di civiltà: quella per un
sindacato moderno, sempre slegato dalle ideologie e dai partiti, che guarda ai
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risultati concreti per i giovani, le famiglie, i lavoratori, per tutta la comunità
educante.
Portiamo sui tavoli confederali il nostro modello di autonomia, contribuendo a
disegnare politiche per il welfare, per la previdenza e per la sicurezza sul
lavoro che non lascino indietro nessuno.
Conclusione
Il lavoro che ci aspetta è immenso e molto impegnativo. Vi chiedo di portare
nei territori questa energia. La Segreteria generale sarà al vostro fianco, ma il
sindacato vive grazie alla vostra presenza nelle scuole, in tutti i luoghi di
lavoro, tra la gente.
Colleghi, la politica sindacale non si fa solo con i comunicati, si fa nelle scuole,
nelle istituzioni, nelle singole sedi.
Lo SNALS-Confsal potenzierà l’attività di consulenza tecnica. Non lasceremo i
nostri giovani colleghi nel labirinto della burocrazia ministeriale. Continueremo
ad organizzare webinar per la formazione di docenti, personale ATA, dirigenti e
delle nostre RSU.
Saremo intransigenti sui tavoli delle contrattazioni Ministeriali, Regionali e
Provinciali.
La trasparenza nell’assegnazione dei compensi accessori sarà la nostra parola
d’ordine.
Tutto questo non resterà sulla carta. Voglio declinare con voi l’agenda
operativa dello SNALS-Confsal per i prossimi mesi, affinché l’entusiasmo, la
forza propulsiva e la rotta tracciata dal XIII Congresso si traducano in azioni
concrete nei territori.
Andiamo avanti insieme, con la forza dell’unità, dell’autonomia e del
coraggio, per costruire il futuro.
Grazie a tutte e a tutti.

Relazione del segretario generale SNALS-CONFSAL
Elvira Serafini al Consiglio Nazionale
10–15 minuti



