Lo Snals ha avviato una nuova campagna di tutela dedicata ai docenti che, negli ultimi anni, non hanno potuto usufruire delle ferie maturate durante i periodi di servizio. L’iniziativa punta a ottenere il riconoscimento economico delle giornate non godute, un tema che negli ultimi anni ha generato numerosi contenziosi e interpretazioni contrastanti.
Secondo il sindacato, molti insegnanti con contratto a tempo determinato hanno prestato servizio in condizioni che non hanno consentito la fruizione delle ferie, pur avendone pieno diritto. Da qui la decisione di organizzare un ricorso collettivo, rivolto a una platea ben definita di lavoratori della scuola.
🎯 Chi può partecipare al ricorso
Lo Snals chiarisce che possono aderire esclusivamente i docenti con contratti fino al 30 giugno. Restano invece esclusi:
- i titolari di supplenze brevi,
- gli incarichi su spezzoni orari,
- i contratti che non riportano la dicitura “tempo determinato”.
Il ricorso copre un arco temporale significativo: sono validi i contratti degli ultimi dieci anni, purché rientrino nelle tipologie sopra indicate. L’obiettivo è permettere a chi non ha potuto usufruire delle ferie maturate di ottenere un risarcimento economico proporzionato ai giorni spettanti.
📄 Documentazione richiesta
Per aderire alla procedura, gli interessati devono presentare presso i nostri uffici una serie di documenti essenziali per la verifica dei requisiti e la costruzione del fascicolo individuale:
- Tutti i contratti utili ai fini del ricorso, rientranti nei criteri indicati (fino al 30/6 e con dicitura “tempo determinato”).
- Carta di identità in corso di validità.
- Una busta paga per ogni anno per cui si chiede il riconoscimento.
Il sindacato invita i docenti a recuperare con attenzione tutta la documentazione contrattuale. Chi avesse difficoltà nel reperirla, può accedere all’app Myls tramite SPID: qui troverà tutti i contratti passati.
Perché il ricorso è importante
Il tema delle ferie non godute per i supplenti è da anni al centro di un acceso dibattito. La normativa prevede che le ferie debbano essere fruite durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, ma nella pratica molti docenti non hanno avuto la possibilità di utilizzarle, soprattutto nei contratti che terminano il 30 giugno. In questi casi, la giurisprudenza ha spesso riconosciuto il diritto a una monetizzazione delle ferie, aprendo la strada a ricorsi collettivi come quello promosso dallo Snals.




